martedì 13 marzo 2012

Dedicato-2




Non è tempo di recriminazioni.
Le spiegazioni che potremmo darci
sarebbero troppo inferiori
 alle esigenze di questo momento,
di tutti i momenti.

Questa riconciliazione non è come la precedente,
questa volta siamo colpevoli tutti e due,
colpevoli di lesa amicizia, 
non c'è perdono, 
se non reciproco.
E perdonare vuol dire arrendersi
 alla propria insignificante debolezza,

allo spavento di essere vivi e cattivi,
bisognosi e assurdi,

vuol dire cedere di fronte all'inefficacia di tutto
quello che facciamo,
e che siamo.

Cedere le armi.
Adesso,
in silenzio,
ci stavamo perdonando,
io e te,
tu e me.

Era come se, uno a uno,
tirassimo fuori, da una tasca segreta,
ogni coltello,
le bombe a mano,
le mitragliette.

Senza una resa incondizionata, non c'è amore.





                                                                           

                                                                     


1 commento: